San Francesco di Paola

 

Quella che attualmente è detta chiesa di San Francesco di Paola, un tempo era intitolata Santa Maria di Loreto. La chiesa e il convento sorsero nei pressi di un antico oratorio dedicato a Santa Maria di Coraca, di proprietà dei Sanseverini, Principi di Bisignano, fuori del borgo di Piano; il convento dei minimi fu perciò detto di Santa Maria di Coraca, la cui immagine, un affresco quattrocentesco, è posto e si venera attualmente sopra l’altare della terza cappella a sinistra entrando, già venerato nell’oratorio appartenuto ai Sanseverini, mentre la chiesa era intitolata a Santa Maria di Loreto, titolo molto caro ai seguaci di San Francesco e la cui raffigurazione non è più presente. La data di fondazione della chiesa e piuttosto controversa e gli storici locali sono discordanti nel fissarne con precisione l’anno. Probabilmente, però, allo stato attuale pare che debba essere considerato maggiormente degno di Fede il canonico pagano che fa risalire la fondazione del convento al 1515.

Attualmente la chiesa presenta al suo interno un impianto barocco, visibile soprattutto nelle lavorazioni a stucco con cui sono decorate le cappelle laterali, il pulpito, la cantoria e altre parti della chiesa.

L’edificio è a navata unica separata dall’area presbiterale a cui si accede attraverso il grande arco trionfale, anch’esso decorato da stucchi e culminante in prossimità della chiave di volta con uno stemma dell’Ordine dei Minimi con la scritta CHARITAS sorretto da due angeli. Il Presbiterio è dominato da un magnifico altare in marmo degli inizi del secolo alla base del quale è incisa la seguente iscrizione: A CURA DEL PRIORE SIG.GAETANO NOM. GALLO 1912; cosi pure sopra la nicchia di San Francesco, nella decorazione pittorica effettuata nello stesso periodo, è riportata la scritta RESTAURATA 1911. Alla base dell’altare in marmo è inserito un bassorilievo raffigurante l’agnello pasquale, adagiato sul libro dei vangeli. Dalla zona del presbiterio attraverso una porta a destra si accede nella sagrestia che conduce oltre verso le parti superstiti dell’antico convento oggi adibite a casa parrocchiale. Sicuramente i lavori di ricrostuzione, dopo i danni subiti dal terremoto del 3 Dicembre 1887, si protrassero nel ventenneo successivo. Agli inizi del secolo fu posta nella nicchia sovrastante l’altare maggiore, un tempo occupata dall’ affresco di Santa Maria di Coraca, la statua lignea di S.Francesco che nel XVIII secolo era collocata nel terzo altare a destra.

Agli ingressi della chiesa vi sono due pregevoli putti in pietra a bassorilievo che sostengono le due pile per l’acqua santa; a giudizio del Gallo (30) facevano parte di qualche sarcofago andato disperso nel terremoto del 1887.

Sugli altari laterali decorati a stucco sono collocate alcune pregevoli opere di recente restaurate.

Sul primo altare a destra entrando è collocata una tela raffigurante l’ IMMACOLATA, S.VITO e S:LUCIA; ritenuta dal Gallo (31) opera della scuola di Luca Giordano, pare più probabile che sia opera di Giovanni Pellicori. La tela sembrerebbe infatti offrire spunti di confronto stilistico con quella dipinta dal Pellicori nel 1786 per la stessa chiesa e che raffigura la Madonna della Neve, tanto da farne supporre un’ identica paternita’.

Sul secondo altare a destra è posto il quadro ad olio su tela che rappresenta la MADONNA DELLA NEVE, S.FRANCESCO DI SALES e il BEATO NICOLA da LONGIOBARDI; dal recente restauro si è potuta leggere una firma e una data quella di Giovanni Pellicori e l’anno 1786.

La figura del Beato Nicola è stata dipinta in epoca successiva all’esecuzione dell’opera e sovrapposta ad una originaria figura che pare debba identificarsi con S.Carlo Borromeo, in coppia, nell’iconografia di quegli anni, con San Francesco di Sales.

Sul terzo altare a destra era custodita fin dagli inizi di questo secolo la statua di S. Francesco, oggi al di sopra di esso si venera invece una piccola statua in gesso dell’Immacolata Concezione; al di sotto di questo altare, nella decorazione in stucco policromo è riportata la data 1862 e il monogramma cristologico IHS.

Nel primo altare a sinistra entrando si può vedere una pittura raffigurante il Beato Gaspre De Bono, minimo spagnolo, che prega dinnanzi al Crocefisso; alla base del quadro vi è la firma di Raffaele Barone e la data 1862.

Il quadro del secondo altare a sinitra raffigurante S. Michele Arcangelo che shiaccia i demoni; è firmato e datato “Franc.us Bruno A.D. 1759”.

Sul terzo altare a sinistra è venerata l’immagine di Santa Maria di Coraca.

Al 1894 risale l’organo della chiesa, opera della ditta Mola di Torino. Al 1747 e al 1846 risalgono le due campane della chiesa, anche se quest’ultima, che ha incisa nel bronzo una bella immagine di San Francesco, è stata rifusa nel 1957 per devozione dei Bisignanesi emigrati negli Stati Uniti d’America.


 

Tortorella Anna

Interno della chiesa

 

Altare